Nel 1904 San Pellegrino si regala un gioiello che fa tremare l'Europa: un hotel monumentale di sette piani che cita i castelli francesi e rivaleggia con i più grandi alberghi del continente. L'ingegner Mazzocchi e l'architetto Squadrelli creano un colosso Liberty di 128 metri di facciata, decorato con statue, cariatidi, putti e festoni che lasciano a bocca aperta.
Dentro, il lusso è totale: 250 stanze con ascensori, luce elettrica, acqua potabile e telefono – tecnologie d'avanguardia per l'epoca – con arredi così sfarzosi da stupire persino gli aristocratici ospiti. Un ponte collega l'hotel alla Fonte e al Casinò, creando un complesso termale senza eguali.
Tra queste mura sfilano regine (Margherita di Savoia, Elena con i figli), compositori (Mascagni), generali (Cadorna), Premi Nobel (Montale, Quasimodo), nobili russi ed egiziani, fino a Fellini, Tognazzi e la Grande Inter di Herrera.
Ma il gigante è costoso, difficile da gestire. Nel 1979 chiude. Oggi, restaurato esternamente, attende ancora di rinascere: simbolo di un'epoca d'oro che San Pellegrino non dimentica.